16 contenuti che attirano clienti e aumentano la tua autorità

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Nel momento in cui hai deciso PERCHÈ sei migliore della concorrenza, devi comunicarlo ai tuoi potenziali clienti.

Per farlo hai bisogno di creare dei contenuti online che ti permettono di fidelizzare i ‘potenziali clienti’ e trasformarli il più velocemente possibile in ‘clienti’.

Ma non ti preoccupare, non devi scervellarti chissà quanto: esistono ben [b]16 tipologie di contenuti[/b] di cui ti parlerò in questo articolo.

Iniziamo subito, che abbiamo tutti poco tempo!

 

1. “Come fare”, altrimenti detto “How To”

Gli “How To” sono contenuti di vario genere che spiegano ai tuoi potenziali clienti come fare qualcosa che tu sai già fare perfettamente.

Ti faccio un esempio dalla puntata #15 del podcast: “Come calcolare il Lifetime Value dei tuoi clienti“. 

È una puntata in cui spiego come un imprenditore deve calcolare il valore effettivo di un cliente nel corso del suo rapporto con lui.

A primo impatto sembra insensato, perché in effetti neanche tu regaleresti le tue conoscenze a qualcuno affinché le metta in pratica senza poi chiederti nulla.

Ma in realtà queste tipologie di contenuti servono a far capire come tu faresti una cosa e a far passare il messaggio che sei un esperto del tuo settore.

Nello specifico, il messaggio è che tu sei talmente bravo da poter spiegare una cosa anche ad un completo neofita.

 

2. Caso Studio

Si tratta di testimonianze dei clienti trasformate in un’analisi del loro percorso – noi di Strategia Vincente li utilizziamo spesso.

Per esempio, immagina che dopo una consulenza un tuo cliente ha ottenuto un risultato particolarmente buono nella sua azienda o nella sua vita.

Nel Caso Studio spiegherai:

  • Qual era l’esigenza iniziale;
  • Qual era il problema iniziale;
  • Come l’hai risolto da professionista/imprenditore;
  • Quali sono stati i vantaggi finali del cliente.

Ovviamente più Casi Studio accumuli e più rafforzi la tua immagine di professionista o imprenditore di successo.

 

3. Infografica

Detto in quattro parole: sono grafici che spiegano un concetto.

Vengono utilizzati spesso per descrivere le statistiche, ad esempio, come nel settore finanziario, assicurativo etc.

Le infografiche, di fatto, servono per farci vedere la fotografia della situazione.

Per esempio, con un’infografica puoi mostrare la crescita di un mercato.

Personalmente, poco tempo fa ne ho visto una che mostrava la quantità di italiani che nel 2019 non è ancora debitamente assicurata.

 

4. eBook

Un eBook è un libro in digitale – spesso in pdf – che spiega la tua filosofia di lavoro.

È un’occasione unica per rivelare ai tuoi potenziali clienti come lavori e perché segui il tuo metodo o la tua filosofia.

Non è necessario che sia un mattone bestseller da 800 pagine, ma possono essere anche 40-50 pagine.

L’importante è che all’interno ci sia il messaggio da far passare, cioè che tu lavori in un certo modo perché così puoi dare un certo risultato al tuo cliente.

 

5. Newsletter

La newsletter è uno strumento fortissimo che tiene legati i clienti e i potenziali clienti a te, facendo passare una micro-idea ogni volta che fai partire una newsletter.

Sicuramente le conosci, perché con ogni probabilità le utilizzi nella tua azienda, anche se il più delle volte gli imprenditori le inviano in maniera incostante.

Il primo periodo si tende ad essere molto costanti con le newsletter, ma poi ci si perde un po’ per strada perché non si sa mai cosa scrivere.

A volte ci si trova all’ultimo minuto ad inventare qualcosa da scrivere pur di farla partire.

Invece, se tu avessi un calendario editoriale fatto apposta per cementificare il tuo metodo di lavoro e la tua idea di base nella testa dei tuoi potenziali clienti, allora in quel caso non avresti più il problema di non sapere cosa scrivere.

 

6. Le domande frequenti

Si utilizzano nel caso ci siano sempre le stesse obiezioni da parte dei clienti.

In tutti i settori capita che i clienti abbiano sempre le stesse domande e tu potresti essere stanco di rispondere sempre allo stesso modo.

Quindi, per risolvere e anticipare addirittura le obiezioni dei clienti, avere una sezione dedicata alle domande frequenti nel sito sicuramente ti fa risparmiare molto tempo.

Questa sezione forma anche i potenziali clienti, nel senso che se un cliente vuole farti una domanda, magari entra nella sezione e “si risponde da solo”.

Inoltre, siccome sono risposte scritte, hai tutto il tempo di costruirle ad hoc.

In questo modo, quando sentirai il cliente per la prima volta, lui conoscerà già moltissimi dei dettagli che gli interessano e andrai subito al succo del discorso.

 

7. Sessione di domande e risposte, altrimenti detto “Q&A”

È come organizzare un incontro con alcuni clienti o potenziali clienti che a turno fanno delle domande specifiche a te o al tuo staff.

In quel momento tu dai delle risposte altrettanto specifiche e professionali che, una volta registrate, potrai riutilizzare:

  • Fai un video della sessione;
  • Fai una registrazione audio.;
  • La metti per iscritto;
  • Puoi farlo sui social…

L’importante è che ci sia qualcuno che fa una domanda e che tu o il tuo staff rispondiate in modo ponderato, così da fare anche una bella figura (e sembrare un imprenditore di successo che sa esattamente di cosa sta parlando).

 

8. La Guida

Ti faccio un esempio: La guida per scegliere correttamente i serramenti di casa.

Non è una televendita e non è neanche un documento per fare il fenomeno.

Tra le righe farai capire che tu queste tecniche le sai e le stai spiegando perché tu sei un professionista onesto e quindi queste cose da te non accadono.

La guida è potentissima, funziona molto bene e piace tanto ai potenziali clienti perché è un momento di totale trasparenza.

9. Le interviste

Perché non organizzare un’intervista con un esperto del settore?

Diciamo che la maggior parte delle volte si fa l’intervista a persone più autorevoli di te.

Magari qualcuno di riconosciuto, un professore, un dottore, un docente universitario, o comunque qualcuno di autorevole.

Durante l’intervista puoi fare uno scambio di battute, parlare di approfondimenti o di qualsiasi cosa che possa aiutarti sempre e comunque a passare il tuo messaggio differenziante.

 

10. Le checklist

Per farti un esempio al volo: “Se non riesci a compilare completamente questa checklist, vieni da noi per un controllo”.

Le checklist aiutano il cliente a farsi un’auto-diagnosi/check-up sui suoi problemi.

Magari ha dei problemi con la struttura della casa? Problemi con la struttura dell’ufficio?

Potrebbe anche essere una lista di azioni da compiere che, se il cliente non riesce a farle tutte, riportano a un tuo contatto.

 

11. Il video

Potresti fare un video praticamente su qualsiasi cosa e su qualsiasi argomento riguardante la tua professione, il tuo lavoro, il tuo settore.

Il formato video ovviamente piace molto, soprattutto se è lungo meno di 3 minuti.

Non c’è bisogno di essere presentatori o di avere una verve particolare…

Devi solo ricordarti, durante la registrazione di questi video, di avere una scaletta così di sapere esattamente da che punto parti e a che punto arrivi per essere sicuro che il messaggio che vuoi dare sia digeribile e passi efficacemente.

 

12. I sondaggi

Che sia una domanda a risposte multiple o anche più di una domanda fatta a clienti o potenziali clienti, non importa.

In quel momento loro ti danno delle risposte con poco sforzo.

Per prima cosa, i sondaggi generano interattività e ti permettono di raccogliere dati sicuri sui tuoi potenziali clienti.

Per farti un esempio, potresti accorgerti che magari nella tua testa c’è una determinata idea di prodotto o servizio.

Poi però – e capita regolarmente – vieni smentito dalle risposte di questi sondaggi.

Sono preziosissimi perché puoi correggere il tiro e avere dei dati veramente certi che arrivano dalle persone che vogliono comprare da te o che potrebbero comprare da te.

 

13. Il quiz

La sua logica è molto simile a quella del sondaggio.

È sempre una serie di domande, generalmente chiuse, che raccolgono un punteggio.

Il quiz per imprenditori di Strategia Vincente, che abbiamo testato per un lungo periodo, dava fondamentalmente più risultati ma ci permetteva di raccogliere dei dati e ci faceva capire a che livello imprenditoriale si trovavano in quel momento.

Ci è stato molto utile per scremare i clienti, visto che anche noi come tutte le aziende, chiediamo di lavorare con un determinato target con determinate caratteristiche.

 

14. Il Podcast

Come faccio a non consigliarti il podcast? 😉

Il podcast non è altro che un audio generalmente molto lungo – nel nostro caso molto breve e sotto i 10 minuti – durante il quale diamo del valore, cioè qualcosa da testare in azienda, anche nello stesso momento in cui lo ascolti.

Il podcast è una piccola ‘trasmissione radio’ che dura più o meno poco, durante il quale tu regali delle informazioni che servono sempre per far passare il tuo messaggio differenziante.

 

15. Le previsioni di mercato

È un contenuto molto sottovalutato e che ho visto fare pochissime volte.

Per capirci, non l’ho mai spiegato neanche ai nostri corsi.

In realtà, si presuppone che se tu sia un professionista, allora tu puoi anche vedere in prospettiva quello che potrà succedere nei prossimi anni.

Hai la conoscenza del mercato, parli con altre persone che lavorano nello stesso mercato e ovviamente puoi intuire e puoi prevedere quello che succederà in futuro, nel breve-medio termine.

È una cosa che al potenziale cliente piace molto, proprio perché non ha le tue stesse conoscenze.

È un modo per farti vedere diverso e migliore degli altri.

Il messaggio deve essere: “Se ti affidi a me, ti affidi ad una persona che conosce la strada che sta percorrendo”.

 

16. Le news aziendali

Chiamalo blog, chiamala news aziendale, chiamala come vuoi, ma è sempre quella pagina del sito che di solito viene aggiornata tantissimo quando c’è il sito appena pubblicato e poi dopo qualche mese viene abbandonata.

In realtà, se tu avessi una pagina di news aziendali, il primo messaggio che potrebbe passare è che l’azienda è viva.

Se per esempio io entro nel tuo sito e trovo che l’ultima news è stata scritta il 5 febbraio 2010, allora a me viene da pensare che l’azienda sia statica.

Addirittura in certi casi mi è venuto da pensare che l’azienda fosse chiusa, perché non c’è motivo per non aggiornare le news!

Se dal 2010 ad ora non hai scritto nulla, probabilmente sei chiuso.

Questo serve non tanto per dire i clienti a quale stand di quale fiera sarai presente – come succede molte volte – ma dovrebbe essere un vero e proprio giornale di quello che succede in azienda, di tutte le notizie (anche piccole) che però possono far capire che ci si sta muovendo e ci si sta evolvendo in azienda.

Anche questo aiuta a farti percepire come diverso e migliore, come un’azienda sempre in corsa.

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Se anche tu vuoi applicare le strategie che hai letto in questo articolo, ma non sai magari da dove iniziare, allora ti consiglio di andare su questa pagina per richiedere 30 minuti gratuiti di consulenza direttamente con me durante i quali parleremo della tua azienda e ti darò dei consigli per implementare subito le strategie che senti all’interno di questo articolo.

A presto, ciao!